PostHeaderIcon Prima Lezione

“La persona e la comunità politica nel Magistero Sociale della Chiesa”
Relatore: Prof. De Simone Mons. Gaetano
(Pro-Rettore della Pontificia Università Lateranense - Ordinario di Sociologia del Diritto e
Dottrina Sociale della Chiesa)

1cDopo l’incontro di Prolusione del 17 gennaio con la Presentazione del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa ad opera di un relatore d’eccellenza quale S. E. Card. Raffaele Martino, la Scuola di Formazione, quasi a voler spiegare ulteriormente le ragioni della propria nascita, ha aperto le porte il 7 febbraio con la prima lezione su “La persona e la comunità politica nel Magistero Sociale della Chiesa”.
Il professore Mons. Gaetano De Simone, Pro-Rettore della Pontificia Università Lateranense e Ordinario di Sociologia del Diritto e Dottrina Sociale della Chiesa, entra subito nel vivo delle polemiche delle ultime settimane, segnando la strada dell’impegno dei cattolici in politica. Il punto di partenza è chiaro: “Sebbene l’esperienza politica sia caratterizzata dalla negoziabilità degli interessi questo non può valere in assoluto per i cristiani impegnati in politica” – afferma il docente – “In alcuni casi, sulle questioni sensibili, non ci può essere negoziabilità dei nostri principi”.
Don Gaetano non poteva essere più chiaro, rischiando anche di accendere polemiche interne alla platea vista l’ampiezza della partecipazione ben oltre la semplice cerchia dei cristiani interessati al sociale ed alla politica.
Necessaria è una contestualizzazione dell’uomo, che per essere analizzato e compreso va inserito in una realtà socio-ambientale: il mondo. Mondo che, però, non può essere visto solo ed esclusivamente come luogo politico ma anche come luogo teologico segnando, di conseguenza, una prospettiva d’ampiezza maggiore per la libertà religiosa rispetto a quella di coscienza. Da questa idea, in sostanza, si dipanano i diversi approcci che il mondo cattolico ha nei confronti dei diversi aspetti dall’attualità politica e sociale. In ambito ecologico, ad esempio, la sfida, afferma il docente, non può essere ristretta esclusivamente ad un partito o movimento ma va sviluppata secondo un’idea complessiva di vivibilità e sostenibilità generalizzata.
Lo stesso approccio non può che essere applicato anche al concetto di Globalizzazione: “Globalizzazione di cosa?” – si chiede e chiede Don Gaetano – “Dei vizzi, del commercio, delle necessità? Noi cristiani intendiamo l’uguaglianza come prima globalizzazione. L’esempio è quello dell’azione della chiesa nell’America Latina che, a parte i momenti iniziali in cui vi sono stati peccati dei quali la chiesa ufficiale si è scusata nel tempo e che hanno rappresentato contingenze storiche e non verità di fede, si è caratterizzata nel non fare distinzioni, nell’operare, cioè, secondo uguaglianza assoluta”.
Il messaggio della lezione è che il cristianesimo cammina in parallelo con la realtà socio-politica per cercare di influenzarla, ponendo la politica al servizio della persona e non viceversa come accade in Italia. “Non c’è una politica cattolica ma persone al servizio del bene comune. La politica è il formarsi architettonico del sociale. L’architetto, pur tuttavia, agisce dando forma e bellezza ad una realtà già esistente. Capiamoci bene. Il bene comune non è il bene di tutti ma l’insieme delle condizioni attraverso le quali la persona si realizza nel suo specifico, nell’ambito della realtà sociale”. Queste condizioni devono essere realizzate dalla politica che deve rappresentare una forma dell’esercizio della carità ed uno strumento per la realizzazione della pace anche a livello territoriale. La politica deve realizzare quelle condizioni necessarie all’eliminazione della conflittualità nei territori e che sono incarnate nei principi di verità verso Dio e verso la persona, di carità, giustizia e libertà dei figli di Dio.
In tutto questo Don Gaetano non manca di analizzare il concetto di Democrazia. “La Democrazia” – afferma – “è la forma di governo che pare oggi la migliore ma ha molti limiti. Se la persona non è al centro della programmazione, la via democratica può anche portare a raccogliere del consenso non finalizzato alla realizzazione del bene comune. La Democrazia, inoltre, non può sacrificare alla teoria alcuni dei principi fondamentali della vita sociale. Oggi la politica” – conclude don Gaetano – “vive un deficit etico. Questo deficit potrebbe in qualche modo essere colmato dall’intervento dei cristiani. Ecco perché è importante la partecipazione alla vita della società in modo organico e istituzionale”.

Emiliano Giubileo